Di Don Lino Lazzari
L’Eco di Bergamo 01 marzo 1991
Il pittore concittadino Carmelo Rota, in arte Rota Bachì, presenta alla “Galleria 38” una personale dal titolo « Itinerari pittorici, 1981- 1991». È una mini
antologica, anche se l’arco di tempo considerato abbraccia un periodo di dieci anni. Comunque le opere rivelano il cammino di un artista che ben sa a
quali mete aspirare e a quali traguardi tendere.
D’altra parte Rota Bachì non solo è un «esperto» sul piano della conoscenza del disegno e della struttura compositiva di un dipinto, ma possiede pure
una perfetta padronanza della tecnica esecutiva che gli permette di affrontare ricerche estremamente interessanti oltre che originali.
… In questa rassegna Rota Bachì mette in luce una esperienza ormai matura e sicura. Non gli fa difetto, come si diceva, la preparazione tecnica;
soprattutto, si evidenzia in lui una grande capacità interpretativa, basata su un stesura particolarmente elaborata del colore, così da conferire alla
immagine una sua definizione che potremmo classificare di carattere quasi mistico. Non si deve pensare che questo termine debba attribuirsi, in pittura
o nell’arte in genere, solo e unicamente alle tematiche ed ai soggetti sacri; esso può benissimo adattarsi ad ogni espressione che abbia un significato
superiore alla semplice descrittività, e che pertanto riesca a proporre sensazioni intime valide ed efficaci. E i dipinti di Rota Bachì per davvero hanno
questa peculiarità.
Non è difficile scorgerla, del resto. Ogni immagine di paesaggio, (indipendentemente da quelle poche a stretta tematica sacra), sembra voler esulare
dalla temporaneità per trasferirsi in atmosfere idilliache, quasi di sogno o di fiaba.
Concorre in questo la tecnica che Rota Bachì è riuscito a «scoprire» con le sue «raschiature» in verticale del colore, facendo in modo che le molteplici
velature assumessero la loro specifica funzione di ammorbidire lo stesso tono cromatico.
È così che le sue opere si impreziosiscono di profondi valori interpretativi ed espressivi, per i quali ogni osservatore riesce a comprendere il significato di
autentiche realtà spirituali che si nascondono di fatto nella visione incantevole di un paesino di montagna, di un tratto di fiume e persino nelle tragiche
conseguenze di un ciclone.
Una pittura, quindi, questa di Rota Bachì, che non manca di suscitare vivo interesse e che è garanzia di una scelta sicura anche per ulteriori futuri
traguardi. ….
L’Eco di Bergamo
01 marzo 1991