Il Conte Ugolino – inferno XXXIII, 15 – 30

pino silvestre e albicocco 2013 h. cm. 131

Personaggio di rilievo all’interno del Canto XXXIII dell’Inferno in quanto traditore tradito, il conte Ugolino ci appare nella sua doppia sfaccettatura:

  • da una parte uomo politico feroce e brutale, sopraffatto dal desiderio di potere e – per questo – punito;
  • dall’altra padre straziato, tenero e impotente di fronte all’ingiusta morte dei figli e dei nipoti della quale si sente, anche se indirettamente, responsabile.

Tu dei saper ch’i’ fui conte Ugolino,
e questi è l’arcivescovo Ruggieri:
or ti dirò perché i son tal vicino.

Che per l’effetto de’ suo’ mai pensieri,
fidandomi di lui, io fossi preso
e poscia morto, dir non è mestieri;

però quel che non puoi avere inteso,
cioè come la morte mia fu cruda,
udirai, e saprai s’e’ m’ha offeso.

Breve pertugio dentro da la Muda
la qual per me ha ’l titol de la fame,
e che conviene ancor ch’altrui si chiuda,

m’avea mostrato per lo suo forame
più lune già, quand’io feci ’l mal sonno
che del futuro mi squarciò ’l velame.

Questi pareva a me maestro e donno,
cacciando il lupo e ’ lupicini al monte
per che i Pisan veder Lucca non ponno.

Dante Alighieri