Di Pierglauco Delfino, Gorle 1997

Nel panorama generale della pittura contemporanea, un discorso a parte merita quella di Rota Bachì, per quel sapore di sogno in un
tratto decisamente odierno.
Le immagini sono immerse in una atmosfera opalina che a fatica, ma con chiarezza di espressione, cattura lo spettatore.
La vivida tavolozza è dolcemente
stemperata dalla tecnica della cera che dona, attraverso particolari effetti, luminescenze misteriose e mistiche.
Il disegno è molto sciolto e la naturalezza degli atteggiamenti porta ad una piacevole sensazione chi è attento alle movenze dei soggetti
rappresentati.
Ed notevole il movimento di queste figure nella loro naturalezza che par diventino vive secondo l’angolatura di osservazione.
Entrando più in particolare, voglio sottolineare la grandezza degli studi di preparazione per un affresco di soggetto sacro; sottolineo la
parola “ studi ” ovvero abbozzi, più o meno schematici, di quello che sarà la futura opera completa.
Ebbene, questi studi sono di una forza e grandezza notevolissima; l’immediatezza emerge sopratutto e, il diverso fondo, ambienta e
segna il diverso destino ai soggetti che agiscono.
Rota Bachì: un’emozione a tutto tondo nel profano e nel sacro un’emozione che non è fissità, che non è stupore ma vita di ogni giorno
se ci si sofferma sulla essenza delle cose.

Gorle 08 – 01 – 1997